Delibera PRG – Un’assurdità

Delibera PRG – Un’assurdità

La realtà è che ieri é stata scritta una pagina triste nella storia di questo Comune.
La proposta di delibera approvata – a maggioranza bulgara – non sortirà alcun effetto sugli interessi dei grandi speculatori edilizi. Non avrà alcun impatto sull’impianto normativo delle zone di espansione, magari destinate a rilevanti lottizzazioni, che da questa variante “stralciata” non vengono nemmeno lambite.

Danneggerà piuttosto ognuno di noi di fatto privandolo del proprio diritto, acquisito e costituzionalmente garantito, di poter fare del proprio edificio e del sottostante pezzo di terra ciò che vuole, non indiscriminatamente -sia chiaro- ma pur sempre nel pieno rispetto dell’impianto normativo approvato dalla Regione.

La proposta di delibera approvata negherà il diritto di demolire un edificio, magari obsolescente dal punto di vista estetico, carente dal punto di vista statico-funzionale e privo di caratteri storici e/o architettonici da preservare, per realizzarne uno nuovo secondo gli indici di piano previsti dal PRG comunale (nel pieno rispetto dei criteri e parametri vigenti, mai messi in discussione dalla Regione Puglia), che magari sia energeticamente efficiente e strutturalmente in grado di resistere alle azioni sismiche.
Saremo Comune unico in Italia.

Dopo il paradosso degli oneri di urbanizzazione più alti della Regione Puglia, ci siamo regalati anche questa ulteriore “chicca” giuridica.
Confezioniamo primati su primati.
Ma vi racconteranno ancora della bruttezza della nostra città, senza dirvi che la causa é da ricercare nel massivo ed indiscriminato sviluppo urbanistico degli anni 70-80, quasi come se in tutti gli altri comuni della provincia di Bari potessimo riscontrare capolavori di pianificazione urbanistica.
Vi racconteranno ancora delle norme su scale e balconi sporgenti degli ultimi 15 anni, ormai superate persino dai regolamenti edilizi nazionali, senza dirvi che ieri, in realtà, al centro del dibattito e nel merito delle decisioni da assumere, non si discuteva né di scale né di balconi sporgenti.